Musica & concerti

A Tribus Testudinibus

Organizzatore: Associazione "Lucilla May" e Comune di Calceranica al lago
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Musica per 3 liuti tra Rinascimento e Barocco

ArciTrio. Idealmente battezzato dal liutaio seicentesco Magnus Tieffenbrucker in un concerto nel prestigioso Palazzo Grimani di Venezia, ArciTrio unisce le curiosità di tre musicisti trentini: Pietro Prosser, Alessandro Baldessarini e Eddy Serafini. La irrinunciabile ricerca delle fonti, la loro trascrizione, l'adattamento di brani non originali al caleidoscopio sonoro del trio di liuti, costituiscono una stimolante sfida per i tre musicisti, che per questo utilizzano liuti rinascimentali di diversa taglia, arciliuti e tiorbe, in svariate combinazioni. Grazie alla sua particolarità sonora, ArciTrio da tempo si propone come band per l'accompagnamento di diverse formazioni (tra le altre: Cappella Rupertina, BonportiAntiquaEnsemble, Ensemble degli Affetti), ed è per questo invitato da vari festival e stagioni: Rovigo Musica Antica, Trento Musicantica, Stagione della Filarmonica di Rovereto, Concerto di Natale in Duomo (Trento 2017). Attualmente ArciTrio è impegnato nel progetto A tribus testudinibus, un proposta concertistica basata sulla variazione di brani vocali del primo '600.

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«A tribus testudinibus»
Musica per 3 liuti tra Rinascimento e Barocco

A tribus testudinibus, per tre liuti: così lo stampatore francese Jean-Baptiste Bésard apre il suo Novus partus, sive Concertationes musicae ("Nuovo parto, ovvero Concertazioni in musica", Augsburg 1617). Famosi hits scelti dallo smisurato repertorio rinascimentale vengono da lui arrangiati e fioriti per un ensemble liuti rinascimentali di taglie diverse, innovati alla barocca: accordature rientranti (come nella nova testudo, "nuovo liuto" di sua invenzione), estensione nel registro grave, bordoni. Un po' come un trio jazz quando interpreta una canzone di John Lennon. In questo spirito, ma con una aderenza a fonti e testi in uno sforzo di 'archeologia musicale' non sterile, ma mirato a esaltare quanto di bello, umano e cantabile è sempre esistito, ArciTrio propone un programma vario per organici, timbri, stili, nazionalità europee, nel quale dare spazio a inventiva e improvvisazione.

Oltre ai floridi arrangiamenti di Bésard delle Lachrimae composte dal liutista elisabettiano John Dowland (presentate in versione orignale di song a canto e liuto) e del popolare standard spagnolo detto La Follia, vengono proposti due madrigali a 4 voci (Madonna mia pietà di Orlando di Lasso, Io vo' gridando di Girolamo Conversi) in un arrangiamento del fiammingo Emmanuel Adriaenssen (1584). Su questo modello viene proposto il celeberrimo madrigale a 4 voci Ancor che co'l partire di Cipriano de Rore, che ArciTrio interpreta in un proprio adattamento dalla versione tratta per organo dello spagnolo Antonio de Cabeçon (1570), preceduta dalla una versione a canto e liuto basata sull'intavolatura a liuto solo dell'italiano Giovanni Paladino (1560). Ancora frutto della fantasia di ArciTrio sono i liberi adattamenti per tre liuti di accordatura pari di due celebri duetti, il Canone del divino di Francesco da Milano e il Contrappunto secondo, attribuito a Bernardo Monzino e pubblicato dal liutista Vincenzo Gallilei (1584), padre di Galileo. Altro libero adattamento è il Balletto detto l'Ardito Amante del reggiano Pietro Paolo Meli (1616), qui spogliato di altri strumenti che servivano ad amplificare il volume sonoro (ma non il tessuto compositivo) in una esecuzione danzata. Originale è invece la Canzona a tre liuti del bolognese Alessandro Piccinini (1623), in puro stile polifonico e tipica forma con da-capo del primo Seicento. Incorniciano il programma tre composizioni contenute in un prezioso manoscritto (Biblioteca Nazionale di Roma, primo '600), che contiene gli schizzi di molte composizioni con liuti. Mentre la Sinfonia a due liuti attribuibile al veneziano (ma morto viennese) Giovanni Priuli è completa, nel caso due Canzoni strumentali che aprono e chiudono il programma (La Alessandrina e La Pazza, originali per arciliuto, tiorba e arpa), attribuibili al romano Stefano Landi, l'intervento diventa una sorta di restauro conservativo-ricostruttivo, stimolante palestra per testa e cuore degli esecutori. (P. Prosser)


validato dalla redazione



Musica

Genere

Classica/Opera

Implementazione

Musicista: ArciTrio (Pietro Prosser, liuto in A, arciliuto, Eddy Serafini, liuto in D, arciliuto, Alessandro Baldessarini, liuto in G, tiorba)
Opere di: Landi, Da Milano, Monzino, De Rore, Paladino, De Cabeçon, Priuli, Besard, Piccinini, Adriaenssen, Meli, Dowland